Una linee guida per i consumatori delle etichette energetiche degli elettrodomestici

L’etichetta energetica degli elettrodomestici: di cosa si tratta?

L’etichetta energetica è uno strumento che permette al consumatore di ottenere informazioni preziose rispetto ai consumi e alle prestazioni dell’elettrodomestico che si appresta ad acquistare, dando modo di capire qual è la classe di efficienza dei consumi unitamente ad altre indicazioni utili quali possono essere il dispendio idrico, la potenza energetica, la rumorosità emessa, la capacità interna; si tratta di una sorta di carta d’identità dell’apparecchio che ha lo scopo preciso di informare e indirizzare in maniera semplice ed intuitiva verso quello in grado di offrire maggiore efficienza ed eco-sostenibilità.

L’etichetta è sempre posizionata dal venditore in modo visibile sull’elettrodomestico esposto per la vendita e le indicazioni circa le prestazioni funzionali ed energetiche devono essere obbligatoriamente rese disponibili anche all’interno di volantini, pubblicità, cataloghi e inserzioni per vendite on-line.

Perché un sistema di classificazione?

Giorno dopo giorno si fa sempre più pressante l’esigenza di tutelare l’ambiente, assumendo comportamenti responsabili che permettano di ridurre le emissioni di gas serra e limitare il dispendio di energia e risorse preziose.

In questa direzione si è mossa anche l’Unione Europea, emanando negli ultimi tre decenni normative specifiche che permettano di ottenere una maggiore salvaguardia dell’ambiente, rendendo i cittadini più consapevoli dei propri acquisti e delle proprie scelte. In particolare, a partire dal 1992 (con direttiva CEE n.92/75), si è aperta la strada dell’etichettatura energetica da applicare a tutti i principali elettrodomestici; dal 1998, le etichette energetiche sono diventate obbligatorie per frigoriferi e congelatori, lavatrici, asciugatrici e lava-asciuga, lavastoviglie, forni di tipo elettrico, lampade e lampadine ad uso domestico e condizionatori, mentre nel 2003, rispetto alla richiesta dei consumatori di disporre di prodotti più efficienti ed ecologici, sono state aggiunte le classi di efficienza energetica A+ e A++.

Un’ulteriore svolta si è avuta nel 2010, anno in cui l’Unione Europea ha esteso la possibilità di applicare le etichette a qualsiasi bene ad impatto diretto o indiretto, ossia a tutti i prodotti che, in un modo o nell’altro, sono connessi al consumo di energia; è stata in questa occasione aggiunta la classe energetica A+++ e l’obbligo per il materiale promozionale diffuso dai venditori di riportare anche il riferimento alla classe di efficienza energetica, unitamente alle altre informazioni utili.

All’interno di questi provvedimenti, si è reso manifesto il fatto di come la preoccupazione per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente non debba essere di esclusiva competenza di governi o di gruppi di ricerca ma anche di tutti cittadini che con i loro comportamenti e acquisti possono dare un contributo importante. Un comportamento responsabile in tal senso, infatti, permette di contribuire al mantenimento di un ambiente più sano e pulito anche nel rispetto delle generazioni future, oltre al fatto che garantisce un notevole risparmio in termini di denaro.

Come leggere le eticheenergeticotte?

Le etichette si presentano con una veste grafica immediata, sono linguisticamente neutre e quindi comprensibili da tutti, offrono un’informazione diretta sulle caratteristiche del prodotto. Nell’etichetta è possibile individuare a prima vista una successione di frecce di colore diverso, disposte secondo lunghezza crescente e a cui sono associate delle lettere che indicano la classe di efficienza energetica: si parte dalla classe meno efficiente (classe G), posta in basso, per arrivare alle classi che comportano un minor dispendio di energia (classi A+, A++ e A+++), poste al vertice della scala. Se ci troviamo di fronte alle stesse caratteristiche di prestazione e di componenti tecniche, l’apparecchio con un consumo più basso avrà indicato nel pittogramma la freccia più corta e di colore verde, mentre quello con consumo più alto presenterà una freccia più lunga di colore rosso.

Unitamente a queste informazioni, è indicato il nome del marchio e del produttore, il codice identificativo del modello, il consumo di energia elettrica espresso in kWh (kilowatt per ora); possono essere presenti anche altre informazioni, a seconda della tipologia di elettrodomestico o di apparecchiatura, come la capacità di carico e il volume o le prestazioni garantite.

Come stimare il risparmio tra elettrodomestici di classe energetica diversa?

Se vogliamo ottenere una stima del risparmio che possiamo ottenere acquistando un elettrodomestico di tipo A+++, rispetto a uno di tipo B, dobbiamo innanzitutto considerare il tipo di apparecchiatura. Per fare alcuni esempi, un frigorifero di classe A+++ ha un consumo inferiore al 50% rispetto ad uno di classe A++, mentre uno di classe A++ ha un consumo inferiore al 25% rispetto a uno di classe A+. Le lavatrici in classe A+++ portano ad un risparmio del 32% di energia rispetto allo stesso modello di classe A e lo stesso vale per una lavastoviglie.

In termini di dispendio energetico, se prendiamo l’esempio di un frigorifero a porte chiuse con capacità di 400litri, avremo un dispendio energetico inferiore ai 188kWh annui per un’apparecchiatura di classe A+++, mentre per uno di classe B il consumo sarà intorno ai 350kWh annui.

Tradotto in termini di risparmio economico, ponendo un costo approssimativo di €0,20 per kWh, otterremo un risparmio di circa €35 calcolati su base annua.

A tal proposito è necessario prestare attenzione al fatto che le informazioni riportate dalle etichette sono dedotte da test di laboratorio e quindi si basano su situazioni standard che non tengono conto delle variabili di uso quotidiano cui le apparecchiature sono soggette all’interno delle nostre case; per un reale calcolo del consumo bisogna quindi tenere presente anche le condizioni di installazione, la frequenza d’uso, l’usura, etc.

L’etichetta energetica per le lavatrici

Per quanto concerne le lavatrici ad uso domestico, l’etichetta attualmente in vigore non riporta più la distinzione fra classe di lavaggio e di centrifuga, così come il consumo di acqua in litri non fa più riferimento al singolo ciclo di lavaggio ma alla media annua calcolata sperimentalmente. Sono inoltre state tolte le classi a maggior consumo e minori prestazioni e la scala và dalla D alla A+++.

Sotto alla presentazione del marchio di fabbrica, il modello e il produttore dell’apparecchio, si trovano le frecce colorate per l’individuazione della classe energetica, riportata nella freccia nera posta alla loro destra. Tale livello viene calcolato utilizzando l’Indice di Efficienza Energetica (IEE), ricavato dal rapporto tra consumo medio di tutte le lavatrici dell’anno e il consumo della lavatrice in questione, rispetto alla portata del carico.

Può inoltre essere riportato il marchio di qualità ecologica UE – Ecolabel (ai sensi del regolamento CE n. 66/2010).

Al di sotto dell’immagine grafica è indicato il consumo elettrico in kWh/anno calcolato su 220 cicli di lavaggio; a tal proposito vengono considerati i lavaggi standard di cotone a 60° a pieno e mezzo carico e a 40° a mezzo carico, con l’aggiunta dei consumi della lavatrice in stand-by, ovvero quando rimane accesa una volta terminato il lavaggio in attesa di essere spenta manualmente.

Vi sono inoltre altre icone; quella relativa al consumo d’acqua (raffigurata con un rubinetto) che indica il valore di consumo in litri per anno per 220 lavaggi; quella rappresentata da una maglietta che indica invece quanti chili di biancheria supporta il pieno carico; la maglietta strizzata che fa riferimento al picco di consumo che si ha al momento della centrifuga. Altre due icone – quelle relative alla rumorosità emessa rispetto al lavaggio standard e alla centrifuga – sono espresse in decibel.

L’etichetta energetica per le asciugatrici

A partire dal 2013, anche l’asciugatrice deve disporre della etichetta energetica; per questo tipo di elettrodomestico vi sono tre tipi di etichetta che distinguono tra asciugatrice a condensazione, a evacuazione o a gas.

Nella prima parte si trova la classica presentazione con produttore, marchio di fabbrica, modello e pittogramma a frecce con la classe energetica; per questo apparecchio il consumo è calcolato per 160 cicli di asciugatura con programma standard per indumenti di cotone, a pieno e mezzo carico.

La parte inferiore riporta invece le caratteristiche tecniche del modello, facendo riferimento alla tipologia di apparecchio, alla durata del ciclo di asciugatura espressa in minuti e relativa al programma standard, la capacità media di carico espressa in chili, la rumorosità emessa espressa in decibel, la classe di efficienza di condensazione (per le asciugatrici a condensazione), calcolata dal rapporto tra umidità condensata e umidità rimossa.

L’etichetta energetica per la lavastoviglie

L’etichetta energetica relativa alla lavastoviglie, obbligatoria a partire dall’anno 2011 per tutti gli apparecchi ad alimentazione elettrica, fa riferimento al programma di lavaggio standard; non sono in essa contenute informazioni sull’efficacia del lavaggio perché è già previsto un valore minimo compreso nella classe A.

Oltre alla descrizione del prodotto (nome, marchio e modello) e alla classe energetica individuata rispetto alle frecce colorate rappresentanti le classi disponibili (dalla D alla A+++), sono presenti alcuni pittogrammi che fanno riferimento al consumo di energia calcolato su 180 lavaggi annui con l’aggiunta del consumo dell’apparecchio in stand-by ed espresso in kWh, al numero di coperti a carico normale, al consumo idrico espresso in litri, all’efficacia di asciugatura classificata sulla base di classi di efficienza che vanno dalla lettera G alla lettera A, alla rumorosità prodotta dal programma standard espressa in decibel.

Può inoltre essere riportato il marchio di qualità ecologica UE – Ecolabel.

L’etichetta energetica per i televisori

L’etichetta energetica deve essere apposta sia sui televisori standard che sui monitor in grado di visualizzare segnali video.
Nella parte superiore, una prima sezione riporta il marchio del produttore e il codice del modello. Una seconda seziona rappresenta la classe di efficienza energetica del televisore, compresa all’interno di un intervallo che va dalla lettera A+ alla lettera G (entro il 2020 entrerà in vigore l’etichetta con classi energetiche fino ad A+++).

  • consumo di energia espresso in Watt:
  • consumo di energia espresso in kWh annuali rispetto all’apparecchio acceso per 4 ore al giorno, 365giorni all’anno;
  • la dimensione della diagonale dello schermo visibile, espressa in pollici e centimetri;
  • la presenza di un interruttore di spegnimento che permetta al televisore di ottenere un consumo di energia inferiore a 0,01Watt.

Può inoltre essere riportato il marchio di qualità ecologica UE – Ecolabel (regolamento CE n. 66/2010).

L’etichetta energetica per i condizionatori d’aria

Le etichette energetiche per i condizionatori d’aria devono essere apposte sia sugli apparecchi con funzione di raffreddamento, sia su quelli con doppia funzione di raffreddamento e riscaldamento. In esse viene indicato:

  • marchio e nominativo del produttore, modello del prodotto;
  • classe di efficienza energetica, che va dal consumo energetico più alto di tipo G a quello più basso di tipo A+, A++ o A+++ a seconda che si tratti di condizionatori a singolo, doppio condotto o a sola funzione di raffreddamento;
  • eventuale marchio di qualità ecologica UE – Ecolabel (ai sensi del regolamento CE n. 66/2010);
  • consumo di energia calcolato su base annua e prendendo di riferimento la potenza massima per 500 ore annue;
  • capacità di raffreddamento a pieno regime, espressa in kWh;
  • indice di EER (efficienza energetica dell’apparecchio);
  • tipologia di raffreddamento, indicante la funzione ad aria o ad acqua;
  • rumorosità emessa dall’elettrodomestico.

Per gli apparecchi con funzione di riscaldamento, viene indicata anche la capacità di riscaldamento – espressa in kWh e calcolata a pieno regime – e la classe di efficienza energetica, indicata con una scala di valori compresi tra A e G.

[Leggi il nostro articolo “Condizionatore d’aria – guida all’acquisto”]

L’etichetta energetica per le sorgenti luminose

Sono comprese in questa categoria tutte le lampade elettriche alimentate in maniera diretta dalla rete, comprese le tipologie ad incandescenza e a luce fluorescente, a filamento e a LED. Sono escluse dall’obbligo di certificazione le fonti luminose con flusso molto basso (inferiore ai 30 lumen) o quelle vendute come parte di prodotti il cui scopo principale non è quello di illuminare.

Tra le informazioni che devono essere indicate vi sono il nome, il marchio e modello del prodotto, la classe di efficienza energetica (da E ad A++), l’eventuale marchio di qualità ecologica UE – Ecolabel, il flusso luminoso espresso in lumen, la potenza della lampada espressa in kWh e calcolata su un utilizzo di 1000 ore all’anno, la eventuale vita media del prodotto espressa in ore.

Generalmente, le lampadine a risparmio energetico rientrano nella classe A, quelle di tipo alogeno nella classe D, quelle ad incandescenza in classe E o F e quelle di tipo speciale nella classe G.

Come scegliere l’elettrodomestico giusto?

L’etichettatura energetica permette al cliente di avere informazioni chiare e immediate circa le prestazioni e i consumi dell’apparecchio che intende acquistare; ciò rende possibile un raffronto rapido tra modelli e marche diverse, al fine di poter valutare quale sia la scelta più adatta alle proprie esigenze e al proprio desiderio di risparmio e salvaguardia dell’ambiente.

Nello specifico, le etichette con le classi energetiche di consumo consentono di comprendere come in realtà elettrodomestici con funzioni analoghe possano consumare energia in modo molto differente e variabile; acquistare un elettrodomestico o un’apparecchiatura con una efficienza energetica maggiore, ci permette di ridurre notevolmente il consumo e gli sprechi di energia, prendendo parte ad un percorso di tutela e rispetto dell’ambiente nonché di risparmio di denaro.

A parità di caratteristiche tecniche o di prestazione, è quindi sempre preferibile acquistare un apparecchio ad alta efficienza energetica, piuttosto che uno a bassa; se si pensa che un apparecchio di tipo A++ può consumare fino al 50% di energia in meno rispetto ad un di tipo A, si comprende come la differenza nel prezzo di vendita possa essere recuperata in tempi molto brevi e di come si riveli di gran lunga la scelta migliore.

Se invece le prestazioni sono differenti, come pure le caratteristiche tecniche, deve essere operato un calcolo dei benefici e degli svantaggi, tenendo presente, oltre al consumo energetico, anche le proprie necessità e gli elementi che si ritengono irrinunciabili.

Quale futuro per la certificazione energetica?

Lo scopo originario del progetto di etichettatura promosso dall’UE è stato pienamente raggiunto, offrendo ai consumatori uno strumento intuitivo per poter essere informati e compiere scelte consapevoli. Ciò ha inciso notevolmente sulla qualità delle scelte operate in materia di acquisto di elettrodomestici, sensibilizzando a favore di un atteggiamento più attento e di tutela dell’ambiente. Questi obiettivi conseguiti si possono individuare anche all’interno dell’evoluzione della legislazione in materia, che negli ultimi anni ha previsto nuove classi energetiche più efficienti (A+, A++ e A+++) per soddisfare le richieste di clienti sempre più interessati a prodotti a basso impatto ambientale.

Ecco perché si ritiene che le etichette verranno progressivamente studiate e migliorate in futuro, offrendo informazioni sempre più specifiche e fruibili dagli acquirenti e favorendo, al contempo, lo sviluppo tecnologico dei prodotti stessi. Verranno incluse inoltre nuove categorie di apparecchi ad oggi non rientranti nell’obbligo di certificazione e stabiliti parametri più rigidi per la classificazione.

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